Conoscere i mercati
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Come leggere il Volume Profile

2/28/2015

 
Avere una piattaforma e vedere tanti bei disegnini sui grafici o indicazioni di volumi senza sapere interpretarli è come avere una macchina da corsa e non saperla guidare ma mettere fumo negli occhi è una pratica risaputa specie nell'ambito finanziario.
Guardiamo il bund ieri :
Il POC è a 159.74 e la value area è quella indicata nella parte racchiusa dal segmento rosso (figura 2).
Il POC è il picco con maggiore persistenza dei prezzi , cioè quello che il mercato accetta come fair value del momento che , SOLITAMENTE coincide col PVP ( Peak of Volume at Price ) cioè il picco con maggior volume ma a volte non coincidono allora qui nasce la confusione nell'interpretazione non conoscendo la materia ( e anche sulla completa negligenza della lettura del grafico )
Guardate le illustrazioni grafiche : nella seconda si vede il POC a 159.74 ma si vede una massa di volumi scambiati ( ombra a sinistra evidenziata col rigo a 159.92 ) che molti hanno preso per il poc.
Non è cosi E' sbagliato. Se guardate il grafico a barre coi volumi "semplici" si nota chiaramente un aumento esponenziale di volumi quando i prezzi erano a quel livello ( intorno a 159.90 fino a 160 ) e si vedeva bene che quel prezzo in quel momento non era quello che il mercato accettava come value. Le zone evidenziate col blu fanno vedere bene come i prezzi abbiano stabilito il Poc e la value area .
Sapere leggere ed interpretare queste cose fa fare anche un trading molto piu' consapevole. L'area del PVP è area di vendita lontana dall'area value e dalla gaussiana che i prezzi stavano conformando e deve essere utilizzata in questa circostanza come stop stop loss per una eventuale operazione short che si poteva impostare. A volte coincide col poc quindi è piu' semplice, in altri no allora viene fuori la bravura e l'esperienza del trader nel sapere riconoscere le varie situazioni .

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Analisi tecnica

2/26/2015

 
Oggi volevo chiarire alcuni aspetti di questa disciplina che utilizzo da piu' di 20 anni e che ho continuamente integrato con tutti gli strumenti finanziari che il mercato mette a disposizione.
Leggere attentamente la definizione è fondamentale :


In economia l'analisi tecnica (AT) è lo studio dell'andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo, allo scopo di prevederne le tendenze future, mediante principalmente metodi grafici e statistici. In senso lato è quella teoria di analisi (ovvero insieme di principi e strumenti) secondo cui è possibile prevedere ( prevedere è un concetto errato , consiglierei ipotizzare e costruire ipotesi di lavoro ) l'andamento futuro del prezzo di un bene quotato (reale o finanziario), studiando la sua storia passata. Viene utilizzata, assieme all'analisi fondamentale, per la definizione delle decisioni di trading.
L'analisi tecnica si prefigge di analizzare e comprendere, attraverso l'analisi del grafico, l'andamento dei prezzi, il quale a sua volta rispecchia le decisioni degli investitori; e si basa sull'assunto fondamentale che, poiché il comportamento degli investitori si ripete nel tempo, al verificarsi di certe condizioni grafiche, anche i prezzi si muoveranno di conseguenza.
  Lo studio del movimento dei mercati finanziari include le tre fonti principali di informazioni disponibili all'analista: prezzo, volume e open interest. Il termine "movimento dei prezzi" risulta quindi limitato per un'analista tecnico che considera anche volumi e open interest quali parti integranti dell'analisi del mercato.
BENE: l'ultimo capoverso è fondamentale, raggruppa tutto quello che un trader o un investitore deve sapere osservare ed interpretare.
Il Volume profile e gli Open Interest sono fondamentali per capire la dinamica dei prezzi e la loro evoluzione e per capire come stanno strutturando la loro operatività le " mani forti" cioè coloro che hanno i flussi necessari per muovere il mercato.



market profile

2/19/2015

 

Per facilitare la comprensioni dei grafici che posto coi volumi ecco alcuni link nei quali apprendere le nozioni principali .

Nozioni 1
Nozioni 2
Nozioni 3



la capitalizzazione

2/10/2015

 
Sempre spunti da Arezzo trade.
Il money management può essere applicato utilizzando svariate tecniche e strategie. Dalle più semplici, legate al "buon senso" a quelle più complesse costituite dall'applicazione di modelli matematici.
Regola : non essere sottocapitalizzati.
Importante è avere dei capitali adeguati allo strumento (future o azionario) sul quale ci accingiamo ad operare e non prendere eccessivi rischi.
Questo concetto può essere esposto analizzando un sistema di trading meccanico (Trading System). Supponiamo che il sistema abbia un drawdown massimo storico (ad esempio su 5 anni) di 10.000€. Aprite un conto di trading con i 10mila che il max drawdown vi suggerisce e cominciate ad operare seguendo i segnali che il Trading System vi produce. Supponiamo che dopo poco tempo cominciate a subire una serie di stop-loss consecutivi che vi portano a 2000€ il vostro conto. Adesso la sua efficienza è enormemente diminuita e anche se il sistema ricomincia a produrre buoni segnali, il vostro portafoglio non è più in condizione di lavorare per seguirli. Diciamo che voi ripristinate, a questo punto, i 10mila iniziali ed il sistema incappa in un massimo drawdown. Siete fuori gioco.

Il vostro "fallimento" non dipende dal Trading System che stavate utilizzando. Dipende esclusivamente dal non essere stati adeguatamente capitalizzati per seguire NEL LUNGO TERMINE i segnali che il vostro sistema genera.

  1. Il vostro conto di trading, e voi, dovreste essere preparati per un drawdown di almeno il doppio di quello che un back-testing del vostro Trading System vi segnala (e per i profitti, tenete in considerazione la metà di quelli indicati dal back-testing). Nell'esempio precedente, se il draw-down massimo storico era di 10mila €, dovreste avere un conto di partenza di almeno 20mila o più.

  2. Rischiare, nella singola operazione, solamente una piccola percentuale del capitale a disposizione, preferibilmente non più del 2% del proprio portafoglio. Si possono accumulare delle fortune, nel lungo periodo, anche facendo trading solo con 2-3 contratti per volta. L'importante è sopravvivere abbastanza a lungo per continuare a lavorare sul mercato, senza esserne "spazzati via" (wiped-out).

  3. Usate stop-orders reali. Inseriteli subito dopo aver assunto posizione sul mercato. Gli stop-loss "mentali" non funzionano! Mantenete il massimo draw-down contenuto (20-25%)

  4. Limitate il rischio del vostro intero portafoglio al massimo al 20%. In altre parole, se doveste subire stop-loss contemporaneamente in tutte le posizioni che avevate assunto, fate in maniera che vi rimanga ancora l'80% del capitale di partenza.

  5. Mantenete un rapporto risk/reward ad un minimo di 1:2 e preferibilmente 1:3 o più. In altre parole, se rischiate 1 punto sullo S&P Future cercate di avere un target di almeno 2, meglio 3 punti.
  6. Siate realistici sui rischi effettivi richiesti per partecipare al mercato di un certo strumento. Ad esempio non sottovalutate il rischio che comporta una posizione overnight in un titolo molto volatile o su uno strumento in leva (leverage) come nel mercato del future dello Standard&Poor's (250$ a punto per il contratto principale, 50$ a punto per il mini)

  7. Studiate la volatilità del mercato sul quale vi accingete ad operare ed adeguate la dimensione della posizione (position sizing) alle condizioni della volatilità stessa. Assumere posizioni più piccole in mercati altamente volatili. Siate consci del fatto che la volatilità è ciclica.

  8. Non aggiungete mai posizioni a posizioni che siano in perdita (average down). Se vi trovate dal lato sbagliato, contro mercato, ammettetelo rapidamente e chiudete la posizione. Il proprio EGO spesso è dannoso per il corretto trading.
  9. Comprendere la correlazione tra i diversi mercati e quella delle proprie posizioni. Se siete "lunghi" su dax e su SP500  non avete 2 posizioni diverse!! Poiché questi mercati sono altamente correlati, in realtà avete UNA posizione lunga di equity 2 volte il rischio di una sola posizione.

  10. Cercate di bloccare (lock) almeno una parte dei guadagni che state realizzando. Se siete fortunati abbastanza da prendere un movimento sostanzioso in breve tempo, liquidate almeno una parte della posizione. Questa regola è soprattutto valida per lo short-term trading nel quale i large gains sono pochi (uno short term trader difficilmente riesce a partecipare ai grandi swing del mercato, che richiedono più tempo. Lo short-term trader subisce dei piccoli loss ma, di contro, realizza piccoli gain. La sua tecnica gli fa chiudere la posizione sul piccolo swing).

  11. Più siete traders attivi, più operazioni realizzate e minori dovrebbero essere i rischi per ogni trade. Ovviamente, se fate decine di operazioni al giorno non vi potete permettere di rischiare il 3% su ogni trade-- una giornata negativa potrebbe "spazzarvi via" (se, ad esempio, subiste 10-15 stop-loss di fila il vostro capitale perderebbe efficienza). I traders di lungo periodo, quelli che fanno 5-7 operazioni all'anno, possono rischiare di più su ogni trade (diciamo il 3-5% per operazione). Indipendentemente da quanto siete attivi sul mercato, però, limitate il rischio-portafoglio al 20%
  12. Prendete il profitto quando la posizione è a vostro favore. Essenzialmente, una volta che il profitto che state realizzando nella operazione ha superato la cifra che corrispondeva al vostro rischio iniziale, chiudete una parte della posizione e portate lo stop-loss sul valore del breakeven.

  13. Cercate di conoscere il mercato in cui state operando. Regola soprattutto valida nel mercato dei derivati (opzioni, futures).
  14. Quando avete subìto una serie di loss consecutivi, fermatevi e rivalutate il mercato e la vostra metodologia di lavoro. Il mercato sarà sempre lì ad aspettarvi. Gann riassume il concetto nel suo libro "How to make profits in commodities", pubblicato più di 50 anni fà: "quando realizzate una serie di loss consecutivi, piccoli o grandi che siano, c'è qualcosa di sbagliato in voi, e non sul mercato. Il trend potrebbe esser cambiato. La mia regola è uscire ed aspettare. Studiare la ragione delle perdite. Ricordate che non perderete mai denaro stando fuori dal mercato".

  15. Considerate l'impatto psicologico del perdere denaro. Al contrario di molte altre regole discusse qui, l'impatto psicologico è difficilmente quantificabile. Ciascun individuo reagisce in maniera diversa. Dovete chiederlo a voi stessi onestamente, "cosa potrebbe accadere se perdessi XYZ Euro? Avrebbe un impatto materiale sul mio stile di vita? Sulla mia famiglia o sul mio stato psicologico?" Dovreste imparare ad accettare le conseguenze legate al subire una serie di stop-loss consecutivi. Emotivamente, dovreste essere completamente consci dei rischi che state assumendo.

  16. Evitate di far sì che la "speranza" diventi la vostra strategia.

money management

2/10/2015

 
Da Arezzo trade.

Il Money Management
La gestione del rischio nel trading e la protezione del capitale
Money Management, Risk Management (gestione del rischio), Position Sizing, Bet Sizing….
Non importa come lo chiamate, l'importante è conoscerlo!


Perdere denaro è infatti di per sé negativo, ma ancor peggio è perderne tanto da pregiudicare definitivamente le chance di proseguire nell’attività di investitore. Risulta di fondamentale importanza, quindi, assumere un comportamento costante adottando tecniche di protezione del capitale, che non devono in alcun modo essere disattese.


Nel corso degli ultimi anni si è assistito al proliferare di persone che cercano di investire i propri soldi autonomamente, senza rivolgersi a professionisti del settore, spesso utilizzando i servizi di trading on line offerti da qualsiasi istituto bancario o SIM.

Pochi traders, però, hanno sviluppato le doti di disciplina necessarie ed hanno ben chiare le strategie di money management.
Money o Risk Management è l’elemento fondamentale per il successo.
Il Money Management, in parole povere, vi dice su quanti contratti (o azioni) potete lavorare in un certo momento considerando determinati parametri di portafoglio e rischio. E’ praticamente impossibile guadagnare denaro senza un uso corretto di tecniche di Money Management.

Il Money Management è un concetto difensivo
Vi permette di stare sul mercato in maniera da non esserne estromessi. Ad esempio vi dice se avete abbastanza nuovo denaro per investire in nuove posizioni. Il money management non va confuso con lo stop loss. Il posizionamento di uno stop non ha nulla a che fare col “quanto”.
Le statistiche confermano che il 90% dei traders perde denaro, il 5% raggiunge il break-even e solo il 5% riesce a guadagnare. Spesso, il trader perdente potrebbe far parte di quel 10% che almeno raggiunge il break-even se solo fosse capace di dimensionare correttamente le proprie operazioni.

Il Money Management è gestione del rischio
La corretta gestione del rischio è la differenza tra un trading vincente ed uno perdente. L’operare correttamente sul mercato è costituito al 90% dal money e portfolio management; un fatto, questo, che la maggior parte delle persone non riesce o non vuole comprendere. Una volta che si ha il corretto Money Management, la disciplina e la psicologia completano la figura del buon investitore.

Il Money Management serve ad ottimizzare l’uso del capitale
Poche persone riescono a vedere il proprio portafoglio come un tutt’uno. Ancora meno investitori riescono a fare il passo da una visione difensiva o reattiva del rischio (nella quale misurano il rischio per evitare perdite. Il rischio subìto, cioè lo stop loss.) verso una visione aggressiva e attiva in cui i rischi sono gestiti attivamente per un uso più efficiente del proprio capitale.






opzioni

2/5/2015

 
Valore dell'opzione :
Il delta :

L’indicatore delta riflette la sensibilità del premio di un’opzione al variare del prezzo del sottostante. Il delta viene calcolato infatti come la variazione del prezzo dell’opzione al variare del prezzo del sottostante di un punto percentuale, assumendo costanti gli altri fattori:



Caratteristiche del Delta:

- Per le opzioni di tipo call, il delta è positivo, infatti, ad una variazione positiva del prezzo del sottostante il valore dell’opzione aumenta (oppure, ad una variazione negativa del prezzo del sottostante il valore della call diminuisce).Viceversa, nel caso di opzioni put il delta è negativo, dal momento che  esiste una relazione inversa tra prezzo del sottostante e prezzo dell’opzione.



- Il delta non è un valore costante, esso varia al mutare del prezzo del sottostante e all’avvicinarsi della scadenza dell’opzione.

Sia nel caso di un’opzione call che di un’opzione put (delta negativo), al crescere del prezzo del sottotante il delta aumenta e al diminuire del prezzo del sottostante il delta si riduce.

- All’avvicinarsi della scadenza del contratto di opzione, il delta varia, avvicinandosi a 1 per le opzione ITM, e assumendo un valore sempre più vicino a zero per le OTM; per le opzioni ATM il delta è generalmente costante, pari a 0.50, fino alla scadenza, quando diventa nullo.

Oltre alla sensibilità dell’opzione alle variazioni del prezzo del sottostante, il delta di un’opzione esprime:

1. L’esposizione al mercato (posizione equivalente sul sottostante).

Il delta viene utilizzato per determinare la posizione in titoli equivalente ad una posizione in opzioni

Posizione equivalente in titoli = numero opzioni x  Delta x Lotto



2. La probabilità di un’opzione di scadere ITM.

Il delta può essere utilizzato per calcolare la probabilità di un’opzione di scadere ITM ed essere quindi esercitata. Ad esempio, un’opzione con delta pari a 0.75 avrà una probabilità del 75% di scadere ITM. Quanto maggiormente le opzioni sono OTM, tanto più basso è il valore del loro delta: è infatti molto probabile che esse scadano senza valore.

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